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ESPECIALES
Torino2006
PREVISTE ECCEZIONALI MISURE DI SORVEGLIANZA LA SEDE OPERATIVA INTERFORZE SARÀ AL TOROC.
(Torino Organising Committee XX Olympic Winter Games)
COORDINATORE IL QUESTORE POLI
Diecimila «angeli» proteggono i Giochi
Apparecchiature tecnologiche speciali e massima attenzione per controllare tutto
di Massimo Numa
I torinesi dovranno avere molta pazienza, nei giorni delle Olimpiadi. Il gigantesco apparato di sicurezza prevede sì un massiccio ricorso alla tecnologia, ma bisognerà abituarsi anche ai controlli in strada, ai posti di blocco, ai rallentamenti, al traffico. E’ vero che un satellite controllerà il territorio ma molto del lavoro delle forze dell’ordine sarà il solito, quello di ogni giorno.
Il Gis (Ground information center), realizzato dall’Istituto geografico militare, con un database aggiornato in tempo reale, è in grado di visualizzare autostrade, tubature del gas, ponti, e anche i tombini, con una definizione altissima. Ma nella grande sala interforze non si respirano solo ansie, timori e preoccupazioni: «Per un mese la città sarà al centro del mondo, una specie di metropoli multietnica e multiculturale. Un’allegra e coloratissima Babele che ci metterà tutti alla prova, dai commercianti, ai baristi e anche noi. Insomma, impariamo a vedere le Olimpiadi anche sotto questo aspetto. Noi, che siamo da tempo in contatto con tutte le delegazioni straniere, siamo già contagiati dall’entusiasmo. Sarà un’esperienza indimenticabile, questo è certo».
Per una volta, lasciamoci alle spalle lo spettro del terrorismo internazionale e delle (purtroppo) possibili azioni di disturbo da parte delle frange estremiste, per raccontare come polizia, carabinieri, guardia di finanza ed esercito vigileranno su di noi. Intanto il ruolo dei vigili del fuoco (saranno un migliaio) e dei vigili urbani sarà determinante: i primi avranno compiti delicati, come quello di intervenire in caso di attacchi chimici e biologici; i secondi dovranno affrontare il gigantesco problema di far scorrere il traffico in una città dalle vie di comunicazione dimezzate dalle corsie preferenziali olimpiche.
La centrale operativa interforze sarà sotto il controllo diretto del questore di Torino, Rodolfo Poli che dovrà coordinare oltre 10 mila uomini, affiancato dai comandanti di carabinieri e Guardia di Finanza. Ogni forza avrà a disposizione gli elicotteri, compresa la Guardia forestale, impegnata soprattutto in montagna. L’Arma avrà un ruolo di primissimo piano, con la sua rete capillare di caserme e stazioni. Il quartier generale è nella sede del Toroc, in corso Novara, circondato da una zona rossa, un cordone invalicabile, con due soli check point e barriere mobili sorvegliate da un forte contingente; poi altre 23 piccole sale operative, diffuse in tutto il territorio, con il compito di svolgere un controllo più mirato, direttamente sui siti olimpici. L’«esercito» già comunica con il nuovo sistema digitale «Tetra»: piccoli apparecchi a prova di intercettazione, con più autonomia, più efficienti e soprattutto più duttili, rispetto alle radio analogiche. Cruciale il ruolo della Digos, guidata dal vicequestore Giuseppe Petronzi.
Alla nostra Intelligence, il compito di vagliare le migliaia di pass ufficiali. Obiettivo ambizioso: quello di non consentire l’accesso ai siti a persone sospette. Le card avranno sui dorsi complicati ologrammi e contengono una serie di codici, compresa una banda magnetica, la foto e i dati del titolare. Infine i colori che individuano ogni sito ma anche le aree interne del complesso universo a cinque cerchi. Una sigla di due lettere precisa il ruolo del titolare: atleta, spettatore, addetto ai lavori e alla sicurezza, forze dell’ordine, informazione. Ci dovremo abituare ai controlli con il metal detector a ogni ingresso e alla verifica minuziosa dei documenti, rigorosamente personali.
Quindi, niente pass in mano a parenti o fidanzate. Le specialità della polizia saranno messe a dura prova: la polpost si occupa di tutte i monitoraggi antiterrorismo su Internet, mentre la Polfer dovrà misurarsi con l’afflusso record di viaggiatori. I più arriveranno con gli aerei ma gli altri con i treni. I check point nelle aree ferroviarie saranno particolarmente selettivi. Anche qui, ci verrà tanta pazienza per i controlli su borse e zainetti. I documenti dovranno essere a portata di mano. «Senza un vero spirito di collaborazione da parte di tutti - dicono in questura - sarà tutto più difficile...».
Infine la Polstrada, coordinata dal dirigente del compartimento Piemonte Val D’Aosta, Paolo di Fonzo e dal dirigente di Torino, il vicequestore Cesare Capocasa, che avrà la funzione di scorta e controllo di autostrade e Statali. Ma il settore al centro della massima attenzione, con il maggior dispiego di forze e dei reparti d’elite, soprattutto dei carabinieri, sarà piazza Castello, la Medals Plaza, ogni notte collegata in Mondovisione per le premiazioni. Sorvegliata 24 ore su 24 da ingenti forze e dai tiratori scelti, appostati sui tetti, più le centinaia di videocamere; presidiati dagli sniper anche i tunnel.
Indiscrezione: Washington invierebbe un aereo Awacs che dovrebbe sorvolare il Piemonte per tutto il periodo dei Giochi. A Caselle, dove sta per concludersi la ristrutturazione, ci sono già apparati di controllo di ultimissima generazione.
Artículo de La Stampa di Torino
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